Rodarte tra arte e couture

Ho parlato già altre volte delle sorelle Mulleavy, amo le loro creazioni incondizionatamente. La loro naturale inclinazione per la letteratura e l’arte, le porta a trarre proprio da questi ambiti l’ispirazione per le loro collezioni, non ultima quella ispirata a Van Gogh. Abiti che accolgono famosi dipinti o che sembrano vere e proprie sculture. Proprio come quelli presentati durante la scorsa edizione di Pitti, quando invitate come guest star presentarono una collezione che traeva spunto dalle opere di un grande pittore del quattrocento fiorentino, Beato Angelico e le sculture del maestro del barocco Bernini, insomma, un vero e proprio tributo all’arte italiana.
Plissè sottilissimi e onde morbide proprio come i panneggi dei protagonisti di quelle opere, per vere e proprie Madonne e Angeli moderni degni di una galleria.
Avranno probabilmente pensato proprio questo quando al LACMA (Los Angeles County Museum of Art) hanno deciso di inserirli nelle sale del museo che ospitano i capolavori dei grandi maestri europei.

A Pitti gli abiti vennero sapientemente inseriti in abienti vuoti e taglienti tra istallazioni moderne e neon, che enfatizzavano i colori e le linee delle creazioni (che assolutamente non mi dispiaceva..anzi!)
Ma le sale del LACMA sono una scenografia in cui gli abiti si inseriscono naturalmente, quasi come un prolungamento delle opere.

Per tutti coloro che amano Rodarte consiglio vivamente la prima monografia curata da Catherine Opie e Alec Seth -presentata proprio durante la scorsa dizione di Pitti uomo-, una raccolta di foto che racchiudono l’essenza del brand.

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